FRANCESCO RUTELLI

La riconferma di Barack Obama

5 punti dalla ri-vittoria di Obama. 
1. Ottimo. Meglio per il mondo, meglio per l'Europa (e per l'Italia) avere un'America meno radicalizzata e auto-centrata come sarebbe stato con Romney. 
2. Il vincitore morale ai miei occhi si chiama Rud y Teixeira. Chi è? Un ricercatore che lavora col Center for American Progress del mio amico John Podesta: nel 2002 - trionfante era Bush - ha scritto assieme a John Judis il saggio 'The emerging Democratic Majority', che proiettava lo sviluppo demografico americano come INEVITABILMENTE democratico, a causa della crescita di giovani elettori liberal, ma soprattutto della crescita delle minoranze (quella ispanica in primis). E' esattamente quello che è successo. Obama ha perso tra gli elettori bianchi. Ha stravinto tra le minoranze, e questo ha fatto la differenza. 
3. E' il successo di una formidabile, capillare organizzazione politico-elettorale. Molte vittorie negli Stati-chiave avvengono per poche decine migliaia di voti: non aver commesso errori e aver portato al voto le persone nelle più sperdute contee di frontiera è stato decisivo. 
4. Ha perso il big business. Ho ascoltato con le mie orecchie previsioni "forti", già un anno fa, sull'ineluttabilità di una vittoria di Romney, dopo che Wall Street e molti settori del potere finanziario avevano compiuto la loro scelta contro Obama. Hanno sbagliato: Obama è riuscito a convincere la - strettissima - maggioranza degli americani che la crisi economica è più colpa di Bush, che sua. 
5. La radicalizzazione politica è dirompente, ma spero che il secondo mandato consenta a Obama di tentare quello che non è riuscito a fare nel primo: to bridge, unire, avvicinare le due "mezze mele" dell'America; portare il Paese ad alcune riforme bipartisan. Certo: ci sono molti più estremisti repubblicani dei Tea Party nella maggioranza conservatrice della Camera dei Rappresentanti. Ma c'è una più solida maggioranza Dem - inclusi un paio di Indipendenti della East Coast - nel fondamentale Senato. Alla fine, la sfida dei prossimi 4 anni sarà questa: se i Repubblicani non ce la fanno a vincere anche con la disoccupazione alta e una sicura delusione rispetto alle promesse di Obama-1, vuol dire che non hanno conquistato il CENTRO POLITICO; quello dei moderati e degli indipendenti. Dunque, dovranno decidere se rilanciare una piattaforma super-conservatrice, oppure prendere atto che una Democratic Majority, specialmente sul piano demografico, si è affermata per due volte di fila, e potrebbe vincere di nuovo. Questo potrebbe consentire a Obama di aprire dei varchi per governare l'America - almeno in alcune scelte di fondo - in senso meno polarizzato, meno diviso, più strategicamente forte nel mondo e più dinamica e coraggiosa nelle scelte economiche.
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