Green Economy
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| Cosa possiamo portare noi, con Tabacci |
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Il mio intervento sul quotidiano "Europa" L'agosto 2011 ha aperto la falla economico-finanziaria che nel giro di tre mesi avrebbe travolto il governo Berlusconi; la scossa provocata dall'uscita di Fini dal PdL e l'aggregazione delle forze di Terzo Polo hanno creato le precondizioni per far nascere la maggioranza a sostegno di Monti (inevitabile, malsopportata, oppure desiderabile, a seconda dei punti di vista). Cosa accadrà nell'agosto 2012? Sia la condizione dei mercati, sia quella politica sono a rischio. Perché non si apra una falla economico-finanziaria (stavolta irreparabile per il paese e per l'Europa) è indispensabile una risposta determinata e corale dell'UE: nell'immediato, chi scommette sul fallimento dell'euro non deve guadagnarci. Nel breve-medio termine, l'integrazione politico-economica deve fare passi decisivi: altrimenti la moneta unica, che sembrava la nostra assicurazione, può portarci a fondo. Anche la politica interna dipende da questi sviluppi. Credo che se ci fosse un precipizio nei mercati, nessuno accelererebbe verso elezioni anticipate. E che se ci fosse una relativa stabilità nei mercati, nessuno sarebbe premiato nel destabilizzare il governo. Questo impone alla politica di agosto di guardare in faccia la realtà. La crisi economica si sta aggravando: per le imprese, il credito, le famiglie, il rischio di scorribande dall'estero per comprare a basso prezzo asset importanti della produzione italiana. Il confronto politico, invece, va spesso fuori strada. Deve rispondere sulla riforma elettorale, il futuro dell'agenda Monti, le alleanze.
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