Partiti, «Legge migliore, ma insufficiente»
Interventi - Politici

«Abbiamo votato a favore della legge, ma con il rammarico per una scelta che penalizza pesantemente il lavoro del Senato, che non ha voluto migliorare il provvedimento e si è trovato obbligato solo a ratificarlo. Le nostre proposte erano necessarie, prevedendo modifiche concentrate sui controlli e sulla verifica della loro genuinità, con lo stop ai rimborsi nel caso di mancanza di rendiconto dell'anno precedente e la parificazione del regime delle detrazioni fiscali previsto per le erogazioni liberali ai partiti con quello delle Onlus». Ha dichiarato Francesco Rutelli, Presidente del Gruppo per il Terzo Polo ApI-Fli al Senato.

«Il Gruppo Per il Terzo polo (ApI - FlI) ha chiesto di fissare l'importo massimo delle detrazioni a 5.000 euro e quello delle franchigie al livello delle spese mediche. Abbiamo proposto che le società di revisioni dei bilanci possano operare al massimo per tre anni, assicurando così la massima indipendenza tra la società stessa e il soggetto sottoposto a revisione e il divieto per esse di svolgere anche attività di consulenza, per conto dei partiti sottoposti a certificazione e delle società e fondazioni collegate».

«Altre misure importanti, ma respinte: il divieto ai partiti di finanziare società, attività immobiliari o imprenditoriali e l'obbligo per la relazione dei revisori dei conti del partito di dettagliare minuziosamente entrate e uscite anche ai fini di una verifica puntuale di coerenza delle spese alle finalità del partito e del movimento politico».

«Resta il nostro impegno, nei prossimi mesi, per cercare di modificare questa normativa: il testo votato oggi ha assoluto bisogno di importanti modifiche», ha concluso Rutelli.