Mozione su scuola e beni culturali
Interventi - Istituzionali

Atto n. 1-00479
Pubblicato il 6 ottobre 2011
Seduta n. 618

RUTELLI, BAIO, BALDASSARRI, BRUNO, CONTINI, DE ANGELIS, DIGILIO, GERMONTANI, MILANA, MOLINARI, RUSSO

Il Senato,
premesso che:
l'insegnamento della storia dell'arte nella scuola secondaria rappresenta un primato storico della scuola italiana, che nel contesto internazionale viene riconosciuto come un indiscusso fattore di qualità del sistema educativo nazionale;

la valenza formativa dell'educazione all'arte nella sua dimensione storico-culturale, oltre che creativa, viene confermata sin dalla prima infanzia dai più recenti contributi della pedagogia ed è stata sottolineata nella Road Map per l'Educazione artistica (UNESCO), accolta e promossa dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca anche attraverso il monitoraggio effettuato nell'estate 2011 in attuazione dell'Agenda di Seul (obiettivi per lo sviluppo dell'educazione artistica, 2010);

in virtù della sua impostazione trasversale, della sua articolazione tematica e del suo spessore culturale, nonché del suo rivolgersi a dati materiali e concreti, l'insegnamento della storia dell'arte ha costituito sino ad oggi un fattore compensativo fondamentale dei curricula degli istituti tecnici e professionali, prevalentemente incentrati sulla formazione tecnico-pratica e in questo modo arricchiti da elementi di filosofia, storia della cultura, educazione al bello;

l'attenzione al patrimonio artistico, alla sua tutela e valorizzazione costituisce una componente essenziale dell'educazione alla cittadinanza e della maturazione dei giovani, di una consapevolezza di identità nazionale che sia legata anche ai territori: un valore prioritario nel Paese che registra una diffusione vastissima ed una qualità impareggiabile nella consistenza del patrimonio archeologico, artistico, storico e paesaggistico;

la Costituzione italiana pone, tra i principi fondamentali, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione (articolo 9);

lo studio e l'esperienza dell'arte facilitano l'esercizio dell'intelligenza emotiva, migliorando il processo formativo e rendendo più efficace la comprensione dei fenomeni storico-culturali;

la vocazione interdisciplinare della storia dell'arte, l'estrema ricchezza dei contenuti da essa trasmessi e la molteplicità dei livelli di comunicazione che essa consente incoraggiano l'adozione di metodi e di contesti didattici innovativi rispetto alla comunicazione tradizionale dei saperi, anche al fine di ridurre lo scollamento tra scuola e società globalizzata e multimediale;

l'espressione artistica permette una comunicazione diretta anche tra culture diverse, prescindendo dal mezzo linguistico verbale, e costituisce in tal modo uno strumento privilegiato per il dialogo interculturale;

il patrimonio artistico costituisce un fattore di crescita economica innegabile del nostro Paese (nel 2006, 12,7 per cento di valore aggiunto sul totale delle attività economiche e tasso del 15,4 per cento sul totale degli occupati - dati pubblicati dal Ministero per i beni e le attività culturali nel 2009) e necessita dunque di operatori consapevoli e specificamente formati ad un suo impiego sostenibile;

l'educazione all'arte e alla tutela del patrimonio fa parte delle competenze chiave stabilite dalla strategia di Lisbona e ribadite dal Parlamento europeo e dal Consiglio attraverso la raccomandazione del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE);

la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Faro, 2005) ha affermato che la conoscenza e l'uso del patrimonio rientrano nel diritto di partecipazione dei cittadini alla vita culturale, come definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;

l'educazione artistica può favorire sensibilmente il conseguimento di un sistema di istruzione di qualità poiché agevola l'attuazione di alcuni dei parametri fondamentali stabiliti dal Quadro d'azione di Dakar, Unesco, 2000 (Education for All), cui si richiama la Road Map per l'Educazione artistica dell'Unesco (in particolare: "un apprendimento attivo; un programma adatto al contesto locale e motivante per gli alunni; la collaborazione con le comunità locali nel rispetto delle loro culture, insegnanti correttamente formati e motivati");

sull'esempio dell'Italia, l'educazione al patrimonio e l'approccio storico-artistico sono stati incrementati nei sistemi educativi europei ed in particolar modo dalla Francia che, a partire dal 2008, ha inserito l'insegnamento obbligatorio di Histoire des arts in tutti i livelli e ordini di studio;

in ottemperanza alle direttive europee, il Ministero dell'istruzione ha stabilito quattro assi culturali fondamentali, dei quali quello denominato asse dei linguaggi prevede esplicitamente "le conoscenze fondamentali delle diverse forme di espressione e del patrimonio artistico" nonché "la sensibilità alla tutela e alla conservazione dei beni culturali e la coscienza del loro valore" (regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione n. 139 del 2007);

l'articolo 117, secondo comma, lettera n), della Costituzione attribuisce alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia inerente alle norme generali dell'istruzione;

il recente riordinamento della scuola secondaria superiore (regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 87 del 2010; regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 88 del 2010; regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 89 del 2010) ha determinato, oltre alla sparizione di sperimentazioni ben radicate che introducevano la storia dell'arte sin dal primo biennio dei licei classici, l'eliminazione di indirizzi professionali nei quali la materia costituiva parte integrante dei curricula con dignità di disciplina di indirizzo (istituto professionale per la moda, istituto professionale per la grafica, istituto professionale per il turismo) e una drastica riduzione negli istituti tecnici per il turismo (eliminazione della storia dell'arte nel biennio iniziale);

l'utenza scolastica, le professionalità della scuola e dell'università, l'opinione pubblica e la società civile nel suo complesso hanno manifestato un chiaro dissenso nei confronti di tale ridimensionamento della disciplina,

impegna il Governo:

a reintegrare le ore eliminate dai nuovi ordinamenti della scuola secondaria superiore (in particolare negli istituti tecnici per il turismo e negli istituti professionali) affinché la storia dell'arte non sia riservata alla sola istruzione liceale e il suo valore formativo - civico e culturale - venga garantito a tutti i giovani, soprattutto nella fascia dell'obbligo di istruzione;

a riattivare l'indirizzo "beni culturali" nel percorso dei licei artistici, affinché una specifica formazione volta all'acquisizione di elementi di restauro, tutela e catalogazione delle opere d'arte sia prevista sin dalla scuola secondaria superiore;

ad introdurre l'insegnamento della storia dell'arte nel ginnasio, al fine di garantire continuità allo studio della materia e adeguata coerenza con il percorso tematico della storia, consolidando il curriculum del liceo classico e accentuando al contempo la possibilità di arricchirne gli spunti interdisciplinari, in una prospettiva che è in grado di spaziare dalle scienze alla filosofia alle lingue classiche e moderne;

ad inserire l'insegnamento della storia dell'arte nella scuola primaria, favorendo la sensibilizzazione al patrimonio artistico, ai principi della conservazione e della tutela sin dall'infanzia, possibilmente attraverso strategie di didattica cooperativa e laboratoriale;

ad includere la comprensione e la conoscenza del patrimonio storico-artistico nell'insegnamento dell'educazione alla cittadinanza, assicurando che la sua trasmissione venga operata da docenti di storia dell'arte;

a salvaguardare e sostenere la specificità professionale e didattica dei docenti di storia dell'arte, la cui formazione - anche in ragione delle nuove tecnologie - deve essere assicurata da un iter accademico moderno in linea con le nuove frontiere dei saperi e al contempo orientato all'acquisizione di competenze accademiche inerenti alla disciplina;

ad incoraggiare la fruizione del patrimonio storico ed artistico nel corso dell'intero periodo formativo di tutti gli studenti italiani, favorendo il dialogo con le istituzioni territoriali del Ministero per i beni e le attività culturali, con musei e gallerie pubblici e privati, con le competenti istituzioni regionali e locali del territorio, promuovendo iniziative idonee ad incentivare la sensibilità e la partecipazione dei giovani nei confronti della protezione, della valorizzazione e della fruizione del patrimonio culturale;

a sostenere lo scambio di buone pratiche nel campo della didattica della storia dell'arte anche attraverso la promozione di progetti internazionali, affinché il patrimonio di esperienze e professionalità maturato dal Paese in questo campo venga condiviso in Europa e nel mondo.