Lettera all'Unità
Rassegna Stampa - Quotidiani e Periodici
Signora direttore, in tre successivi articoli su l’Unità (13 gennaio, 31 gennaio, 1 febbraio) il suo redattore Marco Travaglio ha sostenuto cose non vere sul mio conto e sulla attività del Comitato per la sicurezza della Repubblica, che ho l’onore di presiedere. Le preciso in modo estremamente sintetico perché il suo giornale non si trovi di nuovo a pubblicare informazioni non rispondenti al vero, ed io non mi trovi costretto a replicare in sede giudiziaria. 

1. È  falso che io abbia “incontrato il dr Romeo”. Il caso vuole che io non abbia mai avuto incontri con lui; che non abbia mai avuto incontri per interposta persona; che non abbia mai scambiato con lui neppure una telefonata. Non posso escludere di averlo visto, come ho spiegato quando mi sono recato 40 giorni fa presso i PM di Napoli - per mia iniziativa, non richiesto da alcuno, senza avvocati e appena dopo un’ora che le agenzie di stampa riportavano conversazioni di terze persone che si riferivano a me - proprio per spazzare via ogni illazione che mi fossi mai occupato delle attività del dr. Romeo.

 
2. È falso che io abbia denunciato il Corriere della Sera (addirittura, al CSM!). Nè ho denunciato il dr De Magistris. I miei avvocati sono stati incaricati di tutelare la mia onorabilità rispetto alle diffamazioni stampa, e lo faranno.

3. È falso che io sia «amico dell’indagato n. 1 di "Why Not" Antonio Saladino.

4. Neppure per scherzo si può sostenere che il COPASIR avrebbe potuto convocare i tre giudici del Tribunale del Riesame di Napoli. La convocazione del dr De Magistris è stata stabilita ben prima che egli potesse esprimere qualunque opinione; ciò gli ha consentito di esporre le sue posizioni su questioni che riguardano precisamente le competenze del nostro Comitato, e in un contesto di rispettosa attenzione.

5. La legge 124 del 2007 stabilisce che il Comitato che presiedo opera anche in deroga al divieto dell’art 329 del codice di procedura penale e può ottenere atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria. Dobbiamo cercare di agire a tutela della Repubblica in caso di ipotetiche «deviazioni» di esponenti dei Servizi di informazione, e in caso sia messa a rischio la legittima attività dei Servizi.

6. Non posso pronunciarmi sui nostri lavori, che hanno peraltro mantenuto un apprezzabile livello di riservatezza: da quasi un mese abbiamo ricevuto i materiali dalla Procura Generale di Catanzaro e tutti possono comprendere quanto siano state importanti ed ampie le otto audizioni finora effettuate (ne mancano quattro). Ho già detto, e lo ribadisco, che abbiamo acquisito materiale di grande rilevanza che tocca nervi fondamentali per la vita democratica. Mi permetto di sconsigliare chiunque dall’esprimere giudizi tranchant sull’andamento, sui contenuti e tanto più sulle risultanze del nostro lavoro. Confidiamo di concluderlo in tempi brevi; sarà così possibile, con piena trasparenza, valutarlo e giudicarlo.

l’Unità 4 febbraio 2009