Intervista di Francesco Rutelli a Radio Anch'io
Rassegna Stampa - Quotidiani e Periodici
"Bertolaso deve fare quello che sa fare, il servitore pubblico. Io l'ho sperimentato durante il Giubileo'. Francesco Rutelli, risponde così a Radio anch’io sull’indagine che vede coinvolto anche il Capo della Protezione Civile. 'Questo e' un Paese che ha sfiducia, che di solito crocifigge chi fa', ha detto Rutelli, rivendicando il fatto che l'organizzazione del Giubileo, lui sindaco di Roma e Bertolaso a capo della Protezione civile, non conobbe alcun episodio di corruzione.
'Ho un pregiudizio favorevole nei riguardi di Bertolaso - ha aggiunto - e lo difendo dall'invidia di coloro che combattono chi realizza. L'ho avuto accanto nel Giubileo e lo conosco per un grande lavoratore, onesto, integro'. E ha avvertito: 'Non puo' essere il salvatore della patria una settimana e una specie di reprobo la settimana dopo. Non ha servito solo il Governo Berlusconi, ma anche altri Governi. Va giudicato per quello che ha fatto. Mi ritrovo al fianco di tutti quelli che hanno lavorato nel fango con la protezione civile e hanno gestito le emergenze'.
 
"Io - ribadisce Rutelli - ho stima di Guido Bertolaso e sono favorevole a dare poteri di sintesi per le emergenze, molto semplificati per compiere operazioni complesse che altrimenti in Italia non si fanno, con controlli severi perchè se non ci sono chi ha potere rischia talvolta di diventare troppo potente". "Ma voglio anche difendere Bertolaso - aggiunge - dall'invidia di chi combattono coloro che realizzano. In Italia abbiamo questo grosso difetto, per cui chi realizza e' guardato con sospetto e allora dico diamo il potere di fare e teniamoci quello di controllare. Vale per Bertolaso ma - ribadisce - su di lui ho un pregiudizio favorevole, perche' ha lavorato con me e l'ho visto onesto, determinato, lavoratore integro e non ho motivo di pensare che sia diventato un uomo diverso". Rutelli ricorda che sono trascorsi dieci anni da quel Giubileo che lo vide sindaco della Capitale e commissario del governo, per rivendicare "anche alla luce delle polemiche che ci furono allora, in un Paese nel quale il momento in cui si da' un riconoscimento dura molto poco. Io ricordo che la preparazione del Giubileo fu un inferno: per anni ci furono polemiche, allarmi 'sara' tutto un disastro'. Mi sono ripreso i numeri, a Roma realizzammo 852 interventi in 41 mesi di lavoro, con la media di nove anni che si registra in Italia per i cantieri importanti".

Bene, ricorda Rutelli che "avevamo 473 soggetti attuatori e abbiamo concluso in tempo il 96 per cento dei lavori, senza un avviso di garanzia, senza una scorrettezza, una tangente, così via. Perchè dimentichiamo le cose buone? Dieci anni prima - rileva - ci furono i Mondiali di calcio che furono una strage di morti sul lavoro. Noi non ne avemmo neanche uno, perchè facemmo controlli, chiamammo Prefetto, Asl e Inps, tutti coordinati per controllare"
 
"In Italia abbiamo grandi conflitti di interessi, che non sono solo quelli di Berlusconi di cui, naturalmente, parliamo tanto". Francesco Rutelli apre una parentesi dedicata ai media, alla carta stampata in particolare, parlando ai microfoni di 'Radio anch'io' su RadioUno Rai della vicenda che coinvolge Bertolaso e gli appalti per il G8 alla Maddalena e la ricostruzione a L'Aquila.
"Qualche volta, leggendo dei giornali - dice il leader di Api - viene voglia di dire: mettete sulla testata o in apertura di pagina un avviso come quello sui pacchetti di sigarette 'attenzione, l'editore di questo giornale ha avuto ics posti letto dalla Regione ipsilon, che producono ics centinaia di euro al giorno'. Cosi' - sottolinea - il lettore potrebbe anche farsi un'idea del perche', magari, quel giornale fa una campagna contro Tizio o contro Caio".
  
API: Rutelli, In PD è mancato nuovo pensiero
 
'E' mancata la fondazione di un nuovo pensiero nel Partito Democratico. Alla sinistra riconosco tante virtu' e tanti valori ma se non c'e' un nuovo pensiero si ritorna al passato'. Cosi' il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, parlando a Radio Anch'io, ha sintetizzato la decisione di lasciare i democratici e fondare un nuovo partito.
Rutelli ha tra l'altro risposto ad alcune domande sul ruolo della Lega sottolineando che 'l'egemonia' di questo partito 'non e' un bene per il Paese'. Il leader dell'Alleanza per l'Italia ha comunque sottolineato come il Carroccio abbia anche dato delle risposte ad alcuni problemi.
Rutelli e' anche tornato sulla questione dei doppi incarichi: i politici non dovrebbero accettarli e 'chi li ha dovrebbe dimettersi'.
Rutelli ha quindi risposto ad una domanda sul tema dell'immigrazione sottolineando tra l'altro che 'l'islam non concepisce la laicita' e non da' liberta' alla donna'. E chi si pone come obiettivo l'integrazione 'non deve nascondere questo problema'. A riguardo aggiunge: 'ma vedo che una parte della sinistra chiude gli occhi' su questo tema. 
 
Rutelli: Binetti con Udc? Non punto a partito confessionale
 
"Uniamo cattolici, laici, ambientalismo moderno..."
 
L'Api non vuole essere un partito "confessionale", lo dice Francesco Rutelli a 'Radio anch'io' quando gli viene chiesto se non sia preoccupato del fatto che Paola Binetti, come già altri esponenti cattolici, abbiano lasciato il Pd per andare non nell'Api ma nell'Udc. "Non ho l'obiettivo di raccogliere coloro che hanno una visione confessionale - dice Rutelli - abbiamo un cammino che ha una direzione lunga, vogliamo unirci ad altri e non abbiamo fretta".
 
Aggiunge Rutelli: "Noi dobbiamo mettere in campo laici, cattolici, ambientalismi moderni, perché con l'Italia del no non si governa". Insomma, ci si occupi "delle frane, del lavoro, ma senza l'estremismo, con cui non si governa".
 
(da agenzie Asca, Agi, Ansa, ApCom)