Riforma Senato: Rutelli, il prossimo precipizio nazionale
Interventi - Politici
"Geniale riforma del Senato: visto che le Regioni funzionano così male, il Governo vuole il Senato delle Regioni. È un errore storico". Lo dichiara in una nota Francesco Rutelli. "Se il problema sono 'gli stipendi dei senatori', - continua Rutelli - basta applicare la (anche mia) proposta: bicameralismo moderno, con funzioni differenziate, 400 deputati e 200 senatori. Abbassare invece la seconda (ex-prima) Camera a dopolavoro di consiglieri regionali e qualche Sindaco e' demenziale. La qualità delle leggi e' in peggioramento verticale, ma soprattutto per responsabilità dei Governi, che smantellano le strutture tecniche e trasformano sempre più le normative in comunicati stampa. Il Parlamento e' da diversi anni ridotto al rango di correttore dei provvedimenti mal scritti a Palazzo Chigi. Qualche volta li migliora, altre li peggiora. Ma ci si sta accorgendo che polemizzare con la 'burocrazia', anziché riformare la burocrazia, e' privo di senso? La terzietà e professionalità dei servitori dello Stato, in un paese complesso come il nostro, e' cruciale. Lo smantellamento dei servizi (legislativi, di controllo della qualità normativa, anticorruzione, etc) e' suicidio. Solo chi ha un disegno irresponsabile o perverso puo' far credere che un paese difficile si governa con i talk show e le invettive sui blog. Poi ci si sveglia una mattina e si scopre che molti decreti legge presentati con fanfare NON ESISTONO, perché nessuno ha varato i decreti attuativi. Attenzione a questa deriva", conclude Rutelli.
 
Francesco Rutelli a Berlino presenta la ricerca "Fermi a metà? L’Europa può ancora guidare la lotta al cambiamento climatico e beneficiare della crescita verde?"
Interventi - Istituzionali
Presentata a Berlino, in occasione del Berlin International Economics Congress 2014, la ricerca: “Fermi a metà? L’Europa può ancora guidare la lotta al cambiamento climatico e beneficiare della crescita verde?”, condotta da quattro giovani ricercatori, a cura della Fondazione CFS e promossa dal Partito Democratico Europeo.
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ROMA. La verità delle cifre, il rischio della 'Grande Bruttezza', il dovere di scelte nuove.
Rassegna Stampa - Quotidiani e Periodici
Leggi il mio articolo su Il Tempo.
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Pompei: Rutelli, crollo è un film insopportabile già scritto
Interventi - Istituzionali
(ANSA) - ROMA, 4 MAR - ''Non e' vero che ci si svegli, a Pompei, solo dopo i crolli: sono piu' di 5 anni che i governi dormono placidamente''. A denunciarlo e' l'ex ministro Francesco Rutelli, che sottolinea: ''Il punto e' uno solo, a Pompei occorre manutenzione ordinaria; occorrono squadre di operai, tecnici, architetti, manutentori. Questa e' la vera urgenza, piu' che preparare per anni e, finora, con scarsi risultati progetti multimilionari''. Questi obiettivi, spiega Rutelli, ''erano contenuti in dettaglio nella mia mozione, approvata dal Senato il 27 settembre 2012. L'ho personalmente consegnata al generale Nistri (Direttore del Progetto Pompei, persona di cui ho grande stima) un mese fa. Ed e' anche fuorviante la polemica sulle dimissioni richieste a Bondi - per i crolli a Pompei quando era ministro - e non a Franceschini - per i crolli di oggi''. La polemica contro Bondi, continua Rutelli, ''era molto ben motivata dal fatto di non essere stato capace di arginare proprio i tagli alla cultura, alla manutenzione e ai restauri del patrimonio stabiliti da Tremonti: era facilissimo prevedere che, dopo due o quattro anni, i crolli, a Pompei e non solo, si sarebbero moltiplicati e aggravati. Questa fu la responsabilita' imperdonabile del governo di allora. E lo dico con le cifre alla mano - conclude - perche' da ministro della Cultura (2006-2008) mi sono battuto per recuperare risorse che gia' il precedente governo Berlusconi-Tremonti aveva vergognosamente tagliato. Se c'e' un governo che adesso vuole cambiare corso, e' il momento di dimostrarlo''. (ANSA).
 
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