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«Bisognerà mettere a punto una strategia energetica nazionale prima della fine della legislatura». Lo afferma Francesco Rutelli, leader di ApI, intervenendo alla presentazione di un libro sulla green economy. Secondo Rutelli la green economy è «uno dei pochi filoni che cresce» in periodo di crisi. Ma oggi, osserva ricordando l'esperienza del club di Roma agli inizi degli anni '70 in cui si parlo' dei limiti della crescita, «ci troviamo fuoristrada. Basti pensare che l'accordo sul clima e l'energia non ci sarà perché gli interessi di tutti gli attori sono divergenti». Oltre al Piano energetico, per Rutelli i settori su cui intervenire sono l'edilizia, i trasporti, i rifiuti, il dissesto idrogeologico. |
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"L'addio al Presidente Scalfaro, un democratico moderato e dalle molte radicalita'. Cattolico profondo e critico. Un protagonista del governo dela crisi degli anni 90. Lo saluto con grande affetto. Gli ho voluto un gran bene, me ne ha voluto molto. Nel nostro ultimo incontro, per gli auguri di Natale, ancora giudizi preziosi e racconti da raccontare". Questo il messaggio di cordoglio di Francesco Rutelli pubblicato sulla sua pagina facebook. |
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«La pressione di Bossi nei confronti di Berlusconi è un fatto reale così come l'imbarazzo del Pdl rispetto a questa pressione». Lo ha detto Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia al Caffe' di Sky. «È evidente- aggiunge Rutelli - che può diventare un problema in tutti i luoghi nel Nord dove c'è un potere congiunto Pdl-Lega, e può determinare, col governo Monti, il completo cambiamento degli schieramenti politici che abbiamo conosciuto fino a ieri: due schieramenti che oggi fanno i conti con l'impossibilita' di governare i problemi, sempre più difficili, in alleanza con le forze massimaliste e populiste. È il motivo della nascita del Terzo Polo». Il leader dell'Api conclude: «Adesso c'é una maggioranza. Allora i tre maggiori blocchi si uniscano e facciano in Parlamento quelle fondamentali riforme di sistema che altrimenti le vecchie coalizioni, divise al loro interno e contrapposte tra loro, non erano state e ancor meno sarebbero in grado di fare». |
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Caro Presidente, in vista delle imminenti decisioni che il Senato e la Camera dovranno prendere a proposito del regime delle indennità parlamentari, vorrei riassumere in modo essenziale il mio punto di vista. Credo che, facendo seguito a decisioni importanti già prese negli ultimi anni - che hanno apportato una riduzione reale del trattamento economico di circa il 25% dal 2006 ad oggi - e alla rilevante scelta dei Presidenti delle Camere di passare subito al regime contributivo per i vitalizi, occorrano tre altri passaggi sostanziali:
- Un'ulteriore riduzione del netto percepito da ogni parlamentare. Alieni dalla demagogia e dall'auto-censura per una funzione fondamentale per la vita nazionale, dobbiamo dimostrare a un'opinione pubblica colpita dalla severità della crisi che i parlamentari sono i primi a limitare il proprio stipendio. Se vogliamo continuare a tutelare la dignità del nostro mandato e del servizio politico, è necessario tracciare una linea definitiva di moderazione in questo senso.
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