FRANCESCO RUTELLI

"Renzi può farcela? La partita, questa si, è aperta”

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ESCLUSIVO. Francesco Rutelli sceglie affaritaliani.it per spiegare il rapporto “da dentro” col Governo, le analogie col Premier e il futuro difficile del sindaco di Roma: “Deve rafforzare la squadra”

di Fabio Carosi

Matteo chiama e Francesco risponde. O viceversa, dipende dal punto di osservazione. Una cosa è certa: il legame tra il premier Renzi e l'ex leader Margherita Rutelli, ora impegnato con il Partito Democratico Europeo, è più forte di quanto possa apparire leggendo le “infiltrazioni” nel Governo. L'ultima in ordine di tempo è quella di Paolo Gentiloni agli Esteri.
Francesco Rutelli sceglie affaritaliani.it per spiegare non solo i rapporti col Pd e con Renzi, ma anche guardare la sua Roma amministrata da Ignazio Marino e raccontare i suoi progetti futuri.
Allora Rutelli, come guarda il Governo Renzi? Dall'alto o lateralmente?
“Da dentro. Ma non come qualcuno dice, per la presenza nel governo di molti cosiddetti 'rutelliani'. Perché il governo ci riguarda tutti. Se va bene, se va male. E va seguito con attenzione, anche con speranza, soprattutto se abbiamo dei figli. E noi ne abbiamo quattro...”.
Tra Matteo e Francesco della "prima ora", quello del motorino in piazza del Parlamento e della conquista di Roma , c'è qualche similitudine?
“Veramente, io in Parlamento andavo più spesso in bici, anche se allora era talmente strano da non fare tendenza. L'età è certamente una similitudine: sono diventato Ministro a 38 anni, ma mi sono dimesso dopo tre giorni; e Sindaco a 39 anni. Non saprei dire se e' più importante l'energia della giovinezza, o l'esperienza. Talvolta l'esperienza indurisce l'anima, ma l'inesperienza fa compiere errori che un paese in crisi non può permettersi”.
L'ha chiamata l'amico Paolo Gentiloni dopo la nomina a ministro? E cosa vi siete detti?
“L'ho chiamato io, per festeggiarlo con vero affetto. Mi era stata preannunciata la sua nomina dal portavoce. E' una pagina ottima per il governo e per la politica estera italiana. La Farnesina ha bisogno di veri politici, non di politici della domenica”.
Il post Margherita è un periodo felice? Gli amici qua e là distribuiti nei posti o giusti, persino il silenzioso e atletico portavoce del Premier è una sua creatura… E poi la conclusione della triste vicenda dei fondi della Margherita e il lavorare sul patrimonio culturale del Paese. A che punto siamo con l'affaire Lusi e qual è l'obiettivo di valorizzazione del patrimonio artistico? Dica la verità: si diverte a giocare da bordo campo e dagli spalti questa partita?
“Guardi, la Margherita ha deciso di dare vita al PD nel 2007: una scelta coraggiosa e giusta. Poi, qual è stata la partita? Abbiamo avuto alcuni anni per concludere la transizione (cento dipendenti in carico fino al 2011, nessuno dei quali ha perso il lavoro; il sostegno al quotidiano Europa, ora online). Abbiamo scoperto il ladrocinio dell'ex-tesoriere, ci siamo applicati con determinazione assoluta a far emergere la nostra onestà, ad ottenere giustizia piena, a recuperare tutto il maltolto. Infine, a donare tutti gli avanzi allo Stato: già 6 milioni e mezzo sono stati devoluti al Tesoro. Conclusione: un partito di persone perbene, con una funzione importante nella storia della Repubblica. Quello che spero è che il PD riesca a mantenere le promesse per cui è nato. Renzi può farcela? La partita, questa si, è aperta”.
Non è che si allena a fare il ministro per "tornare" al momento giusto?
“Non credo proprio che ci siano palestre per allenare aspiranti ministri... Anzi: se ne conosce una me lo dica, che ci mandiamo 'Striscia', o 'Le Iene'”.
Grande Giubileo del Duemila e Anno 2014. Com'è cambiata Roma? E come sta cambiando con Marino?
“E' stata l'ultima grande occasione di trasformazione della città, a misura dei cittadini, con centinaia di progetti realizzati, e molti lasciati in eredità - e ancora in grado di beneficiare i miei successori. Un punto va sottolineato: noi avevamo puntato sugli investimenti, per migliorare la città, più che sulle spese correnti. Nei miei 7 anni di governo, il numero di dipendenti del Comune diminuì di alcune migliaia. E non è vero che avessimo enormi risorse, come qualcuno dice: anche se il paragone é improprio, tutti i fondi per il Giubileo assegnati al Comune in quattro anni fanno quasi la stessa cifra di un solo anno di disavanzo del bilancio ordinario 2013...”.
E ancora: se fosse lei il sindaco, sarebbe caduto nella "trappola della panda"?
“Ricordo l'ossessione a casa mia: quando arrivava una multa per divieto di sosta a mia moglie, o c'era da rinnovare il permesso per il Centro Storico, la corsa a pagare alla Posta... Si ricorda la calunnia di certi tassisti, per cui mia moglie era "proprietaria delle strisce blu", assieme a Maria De Filippi!? Abbiamo anche guadagnato dei soldi, ma vincendo le cause per diffamazione. Quindi, credo che Marino abbia fatto bene a portare tutto in Tribunale: solo con la trasparenza totale puoi fermare certe campagne”.
Le profezie di quelli che la "sanno lunga" dicono che il sindaco di Roma se mangia il panettone "salta" la colomba. Secondo lei?
“Non me lo auguro. Diamogli tempo di fare, e magari di rafforzare la squadra”.
Da ex grande sindaco di Roma (a proposito, è vero che al primo mandato non è stato votato da due parenti stretti?) al sindaco in carica: due consigli per il chirurgo…
“Questa è nuova! Se è vero, magari avevano a cuore la mia salute... In effetti, un paio di collassi da stress, negli anni di Sindaco, me li sono beccati. Due consigli? Rafforzare la squadra. E rafforzare la squadra”.
Domenica scorsa a Roma è stata inaugurata la Metro C. Se la memoria non inganna ll cronista, c'era proprio lei in Campidoglio a disegnare il percorso. Dispiaciuto di non esserci?
“Diciamo che questa era la trasformazione in un mezzo moderno del vecchio trenino per Pantano Borghese, fortemente voluta da Valter Tocci. Ora bisogna continuare, non solo verso Piazza Venezia (non esiste al mondo un Metro' che si ferma in Centro, e non lo attraversa, incrociando altre Linee, e le ferrovie...), e poi verso San Pietro-Clodio. Non c'ero, ma il Sindaco mi aveva invitato e sarei andato se non fossi stato a Berlino, dove presiedo l'Institute for Cultural Diplomacy, riunito per l'anniversario della caduta del Muro”.
Si può sapere cosa farà da grande?
“Ma sono una trottola, faccio molte cose che amo, non le basta? Tornato dalla Cina, ora sono a Milano, invitato da FAI e Bocconi per l'Associazione Priorita' Cultura, domani a Parigi per il mio Partito Democratico Europeo. Poi avremo la conferenza del Centro per un Futuro Sostenibile che promuove il dialogo - e non le barricate - per trovare una soluzione trasparente e razionale alla sistemazione dei rifiuti radioattivi in Italia. A Barcellona aprirò il ciclo delle Conferenze sul futuro delle città europee. Se non si stanca, venga con me la prossima volta”.

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