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Discussione sulle dimissioni presentate dal senatore Nicola Di Girolamo |
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Dal Parlamento -
Interventi
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Intervento al Senato di Francesco Rutelli
Signor Presidente, apprezzo che lei sia presente in Aula, perché questo dibattito è rilevante per il Senato e per i suoi componenti.
Credo che noi oggi dobbiamo, signor Presidente, fare ammenda come istituzione della vicenda precedente, ovverosia di quell'artificio che ingloriosamente fu adottato quando ci siamo occupati precedentemente dell'eleggibilità del senatore Di Girolamo. Credo sia stata un'espressione di partigianeria, signor Presidente. Credo che si sia trattato di una pagina non positiva per il Senato e penso che l'occasione odierna, anche se non ha preso il binario giusto dal punto di vista formale, può portarci nuovamente sul binario giusto.
Signor Presidente, vorrei svolgere nell'Aula alcune riflessioni, che sono innanzi tutto rivolte, se me lo consente, al Presidente del Senato in quanto autorità che garantisce a sua volta l'autorità del Senato. Vede, signor Presidente, il vento in politica cambia frequentemente e le circostanze nelle quali delle maggioranze politiche si reputano forti o addirittura blindate possono mutare.
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Corruzione: Rutelli, inadeguato sistema dei controlli |
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Interventi -
Politici
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"Non chiudiamo gli occhi di fronte al federalismo della corruzione": lo dichiara il presidente di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli, tornando sull'allarme denunciato ieri.
"Alla diffusione del potere nei livelli territoriali non corrisponde più un sistema di controlli che garantisca legalità e trasparenza", sottolinea Rutelli.
Il caso della sanità, ad esempio, è dirompente: tutto il sistema di appalti, concessioni, autorizzazioni ha bisogno di controlli stringenti e semplificazione burocratica".
Al termine della riunione del comitato esecutivo di Alleanza per l'Italia si è appreso che Api presenterà una serie di misure legislative anti corruzione alla Camera e al Senato.
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Il nuovo rischio: la corruzione federalista |
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Rassegna Stampa -
Quotidiani e Periodici
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Intervista di Francesco Rutelli a Il Messaggero.
Alla vigilia della presentazione del disegno di legge del governo contro la corruzione, Francesco Rutelli, leader dell'Alleanza per l'Italia, lancia una serie di proposte che il suo movimento vuole presentare per arginare quella che chiama «la questione immorale», ma anche per evitare la paralisi nelle opere pubbliche del Paese. Eccole. Non è candidabile ed è ineleggibile il politico condannato in via definitiva. Vanno sanzionate le spese elettorali infedeli rispetto a quanto dichiarato. Chi ha rubato dovrà restituire il maltolto. La classe dirigente della pubblica amministrazione dovrà essere indipendente rispetto al poter politico, recuperando la propria terzietà. Nessun manager dovrà essere nominato dalla politica, ma da un'agenzia indipendente, in base ai titoli. I revisori dei conti in ambito territoriale dovranno essere scelti dalle opposizioni delle amministrazioni locali.
Senatore Rutelli, lei ha lavorato sia con Balducci, che con Bertolaso. Ha mai avuto sospetti di qualche irregolarità?
«Durante i lavori del Giubileo, portati a termine con procedure ordinarie e senza un soldo distorto, Bertolaso è stato perfetto. Non credo sia cambiato. A Palazzo Chigi, Balducci era considerato il numero uno dei Lavori pubblici in Italia. Se avessi visto delle disonestà, sarei stato il primo a denunciarle. Quanto alla Protezione civile, la riforma è stata fatta dopo un decennio in cui le ordinanze speciali non furono inferiori rispetto agli anni precedenti, e dopo lo scandalo della missione Arcobaleno. A proposito, fu un'inchiesta condotta da un magistrato, Emiliano, ora diventato stimatissimo sindaco di Bari. Una storia che non dovrà più ripetersi, visto che sempre a Bari, un altro magistrato, che fino a ieri indagava sulle giunte regionali, si candida in Puglia capolista dell'ldv. Sono davvero troppi i conflitti di interesse. Perchè le toghe non fissano un codice di autodisciplina più severo?».
Ma la questione immorale è una nuova Tangentopoli?
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Rutelli a Barcellona con sindaci che hanno fatto la storia |
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Interventi -
Istituzionali
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Francesco Rutelli è oggi a Barcellona per il Summit europeo dei governi locali, organizzato dal governo spagnolo e dalla amministrazione catalana, nell'ambito del semestre europeo della presidenza spagnola. Ai lavori parteciperanno, tra gli altri, il vicepresidente del governo Manuel Chaves, il presidente della Generalitat di Catalogna, Jose Montilla e il sindaco di Barcellona, Jordi Hereu.
Il leader di Api è stato invitato assieme ad una serie di personalità europee per ricevere al Museo Maritimo un premio dedicato ai "sindaci che hanno fatto la storia": tra gli insigniti, oltre all'ex-primo cittadino di Roma, anche il portoghese Jorge Sampaio (sindaco di Lisbona e presidente del Portogallo), Pierre Mauroy (Lille), Pasqual Maragall (che fu sindaco della Barcellona olimpica), Ritt Bjerregaard (Copenhagen) e Dora Bakoyannis (Atene).
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